I 5 errori più frequenti nel richiamo

Premessa: questo articolo è una trascrizione di una nota vocale rilasciata nel canale Telegram della “Sesta Felicità: una vita in mezzo ai cani”. Se sei interessato ad ascoltare le altre note vocali che vengono pubblicate settimanalmente ti lascio il link: https://t.me/lasestafelicita

Dietro al richiamo c’è un mondo. A cominciare dal tipo di rapporto esistente tra l’umano e il cane. Ma al di là di questa premessa necessaria, il richiamo è una cosa che il cane non conosce nelle modalità in cui noi lo intendiamo. I cani tra di loro si chiamano, però lo fanno in modi molto diversi, che certamente non comprendono fischi o parole.
In questo senso è quindi importante capire che questo è un comando che noi dobbiamo insegnare al cane.

Gli errori più frequenti quando richiamiamo il cane sono:

1 – un tono di voce privo di entusiasmo. Prima ancora di conoscere le parole, il cane sente il nostro tono di voce. Se noi utilizziamo un tono di voce seccato, oppure privo di gioia, o addirittura arrabbiato, il cane sarà portato a restare lontano da noi, a non interessarsi o magari (nel caso del tono irritato) a venire ma molto cautamente.
Utilizzare un tono di voce gioioso lo stimolerà a prestarci attenzione e a voler arrivare da noi molto più velocemente.

2 – Il secondo errore sta nella posizione del corpo. Un altro errore molto frequente è quello di non prestare attenzione al nostro linguaggio corporeo, e questo è decisamente un ostacolo nella nostra comunicazione con il cane. I cani infatti, prima delle nostre parole e prima del nostro tono di voce, leggono i messaggi che inviamo loro con il nostro corpo. Un forte segnale di richiamo per il cane potrebbe essere quello di accovacciarsi.

3 – Il terzo errore consiste nel non tenere conto delle distrazioni.

4 – Il quarto errore risiede nella cantilena del richiamo costante. Se il cane non torna subito, si fa un passo indietro. Il chiamarlo e richiamarlo senza risposta produce nella sua testa solo una cantilena appunto che va via via a perdere di significato.

5 – Quinto errore, che per fortuna ormai sbagliano in pochi, consiste nello sgridare il cane quando questo torna in ritardo. L’unica cosa che capirà sarà “ogni volta che torno lui mi sgrida senza motivo, col cavolo che ci ritorno la prossima volta!”

In breve, questi sono i principali errori che vedo nel momento in cui si lavora sul richiamo.

Un ottimo richiamo è la combinazione tra l’evitare questi errori, il lavorare ogni giorno sulla relazione e l’insegnare correttamente (e in modo positivo) il richiamo al cane, aumentando sempre di più gli stimoli.

Ricordiamoci che anche quando appreso, il richiamo va sempre allenato. Non datelo per scontato, soprattutto in quella bellissima e divertentissima fase chiamata adolescenza (sarcasmo mode ON).

 

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Camilla Dal Ponte - Educatore Cinofilo Enci / Master Allevatore ENCI

Collaboro con gli allevatori aiutandoli nella quotidiana gestione dei loro allevamenti. Questo mi permette di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e di mettere in pratica ciò che ho precedentemente studiato. In questo Blog documento il mio percorso, sperando che possa tornare utile anche a voi.